Le grammatiche d’italiano per stranieri - Daniel Slapek

Le grammatiche d’italiano per stranieri

 

Daniel Słapek



Tante grammatiche per imparare l’italiano

 

Chi studia l’italiano come lingua straniera o seconda ha oggi a disposizione un numero molto elevato di grammatiche. L’offerta editoriale è infatti particolarmente ricca e diversificata: accanto alle tradizionali grammatiche pedagogiche, pensate per uno o più livelli del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER), troviamo opere dedicate a singoli aspetti della lingua, come la fonetica (p. es. Fonetica pratica della lingua italiana di Chiara Pegoraro, 2020), i pronomi (I pronomi italiani di Ciro Massimo Naddeo, 2005), i tempi e i modi verbali (Il congiuntivo di Daniela Mancini e Tommaso Marani del 2015, oppure Passato senza segreti di Serafina Santoliquido, 2022). Esistono inoltre materiali rivolti ad apprendenti di una determinata madrelingua, che tengono conto delle interferenze tra l’italiano e la lingua madre dello studente (p. es. Note di grammatica italiana per studenti cinesi di Tianyou Xiao, 2007), eserciziari destinati soprattutto alla pratica grammaticale (come Italiano per stranieri. 202 esercizi di Rita Luzi Catizone, Luisa Guerrini e Luigi Micarelli del 2013) e opere che adottano approcci più recenti, come la grammatica cognitiva e quella valenziale. A tutto ciò si aggiunge la crescente presenza di risorse digitali e multimediali, con esercizi interattivi, attività di autovalutazione e percorsi personalizzati. 

Di fronte a una produzione così ampia possiamo allora porci alcune domande: Quali grammatiche sono oggi disponibili per chi impara l’italiano? A quali livelli si rivolgono? Che cosa ci dice questa offerta sul modo in cui viene insegnata la grammatica dell’italiano L2/LS? Perché studiare le grammatiche?

 

Offerta editoriale

 

Per osservare più da vicino il panorama editoriale contemporaneo, prendiamo in considerazione le grammatiche rivolte ad apprendenti stranieri adulti, pubblicate prevalentemente a partire dal 2001, anno di diffusione del QCER. La rassegna comprende opere pubblicate da case editrici italiane di consolidata tradizione nel settore della glottodidattica, ma anche da editori internazionali stabilmente presenti nel mercato italiano. Sono comprese sia le grammatiche destinate a determinati livelli di competenza sia le grammatiche di riferimento e quelle semplificate. Sono invece escluse le raccolte di soli esercizi prive di un apparato teorico e le grammatiche destinate a pubblici specifici. 

Il risultato è un panorama molto articolato, che possiamo rappresentare mettendo in relazione case editrici, titoli e livelli del QCER. Nella Figura 1 ogni riga corrisponde a una grammatica, mentre i riquadri indicano i livelli di competenza ai quali l’opera è destinata. Le sigle consentono di identificare sinteticamente i diversi titoli. 


[FIGURA 1: Grammatiche italiane per stranieri]

 

Osservando la figura, emerge subito una notevole varietà: alcuni volumi coprono due livelli di competenza (A1-A2, ad es. GBA), altri ne coprono tre (A1-B1, ad es. GBI, NE), quattro (A1-B2, ad es. IE, VG), cinque (A1-C1, ad es. CI, GP) o l’intero arco da A1 a C2 (GL2). Vi sono, inoltre, grammatiche specificamente dedicate ai livelli superiori, come B1-C1 (GAI, ViG2, SL8) o B2-C2 (GAv). Una parte della produzione editoriale si caratterizza per un’impostazione progressiva, articolata in più volumi e dunque più adatta alla didattica nei corsi organizzati per livelli (es. A1-A2 e B1-B2: EG, GS, GT; A1-B1 e B2-C2: UD). 

La distribuzione delle grammatiche non è però uniforme. I livelli maggiormente rappresentati sono quelli compresi tra A1 e B2. Molto meno numerose sono invece le grammatiche destinate ai livelli più avanzati e, in particolare, al C2. La concentrazione sui livelli elementari e intermedi può essere collegata alle esigenze del mercato: sono questi i livelli per i quali la domanda di materiali didattici è generalmente maggiore. Ma il dato mette in evidenza anche un problema: la quasi totale assenza di grammatiche pedagogiche specificamente destinate al C2 crea una discontinuità nell’offerta rivolta agli apprendenti più esperti. 

Una domanda su cui riflettere è la seguente: perché un apprendente di livello C1 o C2 potrebbe avere ancora bisogno di una grammatica specificamente progettata per stranieri?

 

Non tutte le grammatiche sono uguali

 

Le differenze non riguardano soltanto i livelli. Nel panorama contemporaneo stanno emergendo anche modi diversi di descrivere e insegnare la grammatica. Accanto a impostazioni più tradizionali troviamo, per esempio, grammatiche ispirate all’approccio cognitivo (GBI) e alla grammatica valenziale (FG). Alcune opere cercano di integrare la descrizione grammaticale con strumenti multimediali, come per es. VIDEOgrammatica, che associa la tradizionale presentazione della grammatica a materiali video. Si tratta di un chiaro segnale dell’evoluzione dell’editoria didattica che cerca di rendere l’apprendimento della grammatica più interattivo. 

Anche l’organizzazione dei livelli può diventare un elemento innovativo. La Grammatica dell’italiano L2 (GL2), per esempio, presenta esercizi relativi ai singoli argomenti grammaticali suddivisi secondo i sei livelli del QCER. 

 

Perché studiare le grammatiche?

 

La grammaticografia, intesa come lo studio delle grammatiche in quanto libri, manuali e testi destinati all’insegnamento dell’italiano (anche l’italiano come lingua seconda o straniera), pur presente nel quadro degli studi glottodidattici, risulta meno sviluppata rispetto all’analisi dei manuali. Nella ricchissima Bibliografia di linguistica educativa in Italia (BLEI) relativa all’ultimo decennio, il termine ‘grammatiche’ – riferito nello specifico alle grammatiche per stranieri (e non ‘grammatica’, che ha un senso più ampio e include l’insegnamento/apprendimento della grammatica, le regole, la riflessione metalinguistica ecc.) – compare soltanto otto volte. Al contrario, il termine ‘manuali’ ricorre oltre cinquanta volte, anche in contesti che includono la dimensione grammaticale). Questa sproporzione quantitativa sembra indicare che nella comunità scientifica i manuali continuano a costituire il principale oggetto di indagine, mentre le grammatiche vengono considerate in misura minore, spesso solo come strumenti complementari.

Un’analisi mirata delle grammatiche per stranieri appare però quanto mai necessaria, non solo per ricostruirne la fortuna editoriale e la ricezione accademica o scolastica, ma anche per verificare in che misura esse adottino i più recenti modelli di descrizione linguistica e, al tempo stesso, per comprendere come e se contribuiscano a delineare i percorsi di apprendimento e l’immagine della lingua italiana offerta agli apprendenti. La disparità tra la forte attenzione riservata ai manuali e la minore centralità delle grammatiche nelle ricerche suggerisce che queste ultime vengano ancora percepite come strumenti secondari. Al contrario, la grammatica didattica plasma la rappresentazione della lingua offerta agli apprendenti: decide quali fenomeni selezionare, in che ordine proporli, come spiegarli (regole vs uso), quanto spazio dare alla variazione (neo-standard, registri, varietà regionali) ecc. Una riflessione grammaticografica più estesa si rende quindi necessaria non solo per mappare la diffusione editoriale, ma anche per valutare la qualità descrittiva dei modelli adottati, offrendo infine indicazioni utili per la progettazione di grammatiche future e contribuendo a orientare il lavoro degli autori e a migliorarne l’efficacia didattica.



Per saperne di più

 

Benucci A. (2018), ‘Grammatica’ e ‘grammatiche’ per la lingua italiana a stranieri, EL.LE, 7 (2), pp. 251-265.

Ciliberti A. (2013), La nozione di Grammatica e l’insegnamento di L2, Italiano LinguaDue, 5 (1), pp. 1-14.

La Grassa M., Troncarelli D. (2021), Riflessioni sulle grammatiche pedagogiche di italiano L2, in T. Marin (a cura di), Insegnare la grammatica, Roma, Edilingua, pp. 20-29.

Mattarucco G. (2018), Grammatiche per stranieri, in G. Antonelli, M. Motolese, L. Tomasin (a cura di), Storia dell’italiano scritto, IV. Grammatiche, Roma, Carocci, pp. 141-168.

Rossi Massimi L. (2014), L’editoria italiana per stranieri. Guerra, Bonacci, Alma ed Edilingua, Italica, 91 (1), pp. 43-58.

Słapek, D. 2026, Le grammatiche italiane per stranieri. Ci sono grammatiche canoniche?, in (Oltre) i canoni grammaticali, a cura di Daniel Słapek, Roman Sosnowski e Giulio Vaccaro, Firenze, Franco Cesati, pp. 135-152.

Promotori del progetto

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Partner

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