Modi di dire... con arte

A1 - B2. Significato e esercizi

Autore:
Roberto Tartaglione | Tartaglione Roberto

Luogo:
Firenze | Firenze

Editore:
ALMA Edizioni | Alma Edizioni

Anno: 2026

Tipo: Corso di italiano per stranieri

Metalingua:
Italiano

Lingua oggetto:
Italiano

Sistema di scrittura:
Latino

Luogo conservazione:

copia privata

Consistenza: 128 pp.

INDICE

INTRODUZIONE ........ 3

PARTE PRIMA – A1/A2
Modi di dire (da 1 a 27) ........ 11

Esercizi

  1. Esercitiamo la memoria ........ 40
  2. I falsi ........ 42
  3. Fumetti ........ 44
  4. Riconoscimento ........ 46
  5. Dal contrario al modo di dire ........ 48
  6. Ricostruzione ........ 52
  7. Abbinamento di contrari ........ 54
  8. Vero o falso? ........ 55

PARTE SECONDA – B1/B2
Modi di dire (da 28 a 54) ........ 57

Esercizi

  1. Esercitiamo la memoria ........ 86
  2. I falsi ........ 89
  3. Fumetti ........ 91
  4. Riconoscimento ........ 93
  5. Dal contrario al modo di dire ........ 95
  6. Ricostruzione ........ 99
  7. Abbinamento di contrari ........ 101
  8. Vero o falso? ........ 102

Esercizio di riepilogo generale ........ 104

APPENDICI
Appendice 1 – Note sull'origine di alcuni modi di dire ........ 112
Appendice 2 – Riferimenti delle immagini ........ 116

SOLUZIONI ........ 120

INTRODUZIONE

GENERALITÀ

I modi di dire (chiamati anche locuzioni idiomatiche o fraseologismi) sono un ostacolo e al tempo stesso una risorsa per chi apprende l'italiano come lingua straniera.

Ma se per il lessico abbiamo numerosi supporti scientifici per stabilire con un buon margine di sicurezza quali sono i primi mille o i primi tremila lemmi più usati in italiano¹, diverso è il discorso per i fraseologismi: la loro frequenza d'uso infatti può essere intuita soprattutto attraverso criteri di osservazione personale, in base quindi a valutazioni esperienziali.

Prima di addentrarci in questioni relative all'uso, definiamo però con più precisione che cosa sono i modi di dire². Sono espressioni fisse della lingua che hanno un significato diverso dalla somma letterale delle parole che li compongono. Dire, per esempio, salvare capra e cavoli non ha nulla a che vedere con animali e verdure, ma indica solo la soddisfazione per aver ottenuto un risultato che soddisfa tutti senza scontentare nessuno. In pratica sono come le "polirematiche", le unità lessicali composte da più parole che, prese insieme, hanno un significato proprio, diverso dalla somma dei singoli elementi (carta di credito, biglietto da visita, parola chiave ecc.).

Una caratteristica fondamentale delle locuzioni idiomatiche è la loro fissità strutturale: non possono essere modificate liberamente senza perdere senso o riconoscibilità. Al tempo stesso, sono culturalmente marcate, perché riflettono immagini, metafore, pratiche sociali e valori condivisi da determinate comunità linguistiche. Vedere i sorci verdi, ad esempio, funziona solo in italiano e la traduzione letterale in altre lingue (francese voir des rats verts, tedesco grüne Ratten sehen o inglese to see green rats) non avrebbe alcun senso. Tornando invece a salvare capra e cavoli, la stessa formula in tedesco (die Ziege und den Kohl retten) non significa nulla, mentre in francese (ménager la chèvre et le chou) ha lo stesso senso italiano: la comunità francese cioè condivide con quella italiana la conoscenza della storiella che ha determinato la nascita di questo modo di dire³.

ORIGINE

I modi di dire italiani sono numerosissimi e l'origine fa capo a tutti gli aspetti culturali della società. Possiamo sintetizzare fra le fonti principali:

Fonti popolari – riferimenti alla vita quotidiana, a tradizioni agricole, di caccia, di pesca o artigianali (andare a letto con le galline, fare di ogni erba un fascio, non sapere che pesci prendere, dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ecc.)

Fonti religiose o bibliche – eredità della tradizione cristiana e cattolica (conoscere vita morte e miracoli, fare l'Avvocato del diavolo ecc.)

Fonti artistiche, teatrali, letterarie, musicali o altro – con riferimento alla tradizione di arte e spettacolo (fare una sviolinata, il segreto di Pulcinella ecc.)

Fonti di tradizione popolare – usi, costumi e abitudini (dare i numeri, rimboccarsi le maniche, attaccare bottone ecc.)

Fonti connesse alla storia – episodi storici di grande impatto (vittoria di Pirro, fare un Quarantotto, essere una Caporetto)

Altri fraseologismi nascono poi da eventi del tutto casuali (o addirittura da errori di percezione, come a tutta birra che pare essere una cattiva interpretazione di "a tutta briglia", à toute bride, francese) o dalla cristallizzazione di citazioni talmente ripetute da diventare "proverbiali" (stare fresco di Dante Alighieri o croce e delizia dalla Traviata di Giuseppe Verdi).

USO

L'uso dei modi di dire è collegato alla loro disponibilità regionale (fare cilecca è diffuso specialmente a nord, vedere i sorci verdi è più frequente al sud), alla fascia generazionale di chi li usa (essere al verde è usato dalle persone di una certa età e meno frequente nel linguaggio dei giovani), al registro linguistico usato (rompere le scatole è diffusissimo nel parlato quotidiano, mentre spezzare una lancia è già più caratteristico della lingua scritta o formale).

Tuttavia, al di là di queste differenze, si può dire che un grandissimo numero di queste espressioni è usato "da tutti" e in particolare se ne registra una ampia frequenza d'uso nel linguaggio dei giornali⁴ e dell'informazione (un invito ad abbassare i toni, tirare per la giacchetta il presidente, metterci la faccia ecc.). Compaiono poi frequentemente come hashtag nei social network, come titoli di campagne di stampa, come slogan pubblicitari⁵.

MODI DI DIRE E ITALIANO PER STRANIERI

Nonostante la loro importanza, nelle classi e nei libri di italiano per stranieri ai modi di dire si dedica poca attenzione e questo per un motivo molto semplice: queste forme idiomatiche, benché siano "ad altissima disponibilità" da parte dei nativi (cioè tutti i madrelingua le conoscono), non possono avere una frequenza d'uso altissima: in una classe potremo dire una volta, forse due la frase prendere un granchio o arrampicarsi sugli specchi, ma certo questo non basta a creare una naturale automatizzazione di queste formule. Succede quindi che per lo più gli stranieri conoscano quelle due o tre formule più facilmente ripetibili (non vedere l'ora o in bocca al lupo), ma restino fortemente imbarazzati davanti a quasi tutti gli altri. Da un nostro minimo sondaggio fatto in classi di livello B2/C1 abbiamo constatato che la percentuale di comprensione dei fraseologismi non supera il 10%.

IN QUESTO LIBRO

Lo scopo del libro è illustrare una serie di modi di dire italiani, fra i più frequenti, senza distinzione fra locuzioni appartenenti alla classe dei verbi (tagliare i ponti), dei nomi (segreto di Pulcinella), degli avverbi (a tutta birra), per quanto la classe verbale sia di gran lunga preponderante⁶. Ma lo scopo del libro è di favorire da parte degli studenti e delle studentesse d'italiano l'acquisizione di queste espressioni con un calcolato repertorio di immagini e con un ricco apparato di esercizi che, in modo sempre diverso, ripropongono più volte gli stessi idiomatismi.

STRUTTURA DEL TESTO

Il libro è diviso in due parti che comprendono 27 idiomatismi ciascuna. Il primo gruppo illustra idiomatismi lessicalmente facili e anche "concettualmente" non difficili da spiegare nel loro significato figurato. Si tratta perciò di espressioni che possono essere inserite con un buon margine di successo anche in un corso di livello A1/A2. Il secondo gruppo di 27 illustra idiomatismi più complessi dal punto di vista lessicale (dare un colpo al cerchio e uno alla botte, mettere il dito / sulla piaga) e anche leggermente più complessi da spiegare nel loro uso figurato. Si tratta perciò di espressioni che possono essere inserite con un buon margine di successo anche in un corso di A2/B1. Considerando però la prevedibile poca dimestichezza degli studenti con questa fraseologia, riteniamo che l'intero repertorio possa funzionare benissimo anche in corsi B2.

Ciascun modo di dire viene illustrato prima di tutto da un'immagine che lo rappresenta in senso letterale. Darsi la zappa sui piedi è rappresentato da un contadino che colpisce il suo piede con un colpo di zappa, rompere il ghiaccio da un operaio che con un piccone spacca un grosso blocco di ghiaccio.

Le immagini sono tutte fortemente espressive e richiamano spesso, ironicamente, stili di pittori piuttosto noti (cercare l'ago in un pagliaio è evidentemente ispirato a Van Gogh, attaccare bottone richiama Edward Hopper, salvare capra e cavoli è chiaramente ispirato alla Dama con ermellino di Leonardo). In altri casi abbiamo usato immagini che si richiamano a scene famose di film: così per gettare fumo negli occhi usiamo Humphrey Bogart che getta fumo negli occhi a Ingrid Bergman come fossimo nel film Casablanca (1942) e per scoprire l'acqua calda usiamo lo scienziato pazzo del film Young Frankenstein di Mel Brooks (1974). Il gioco stimola a nostro avviso la memorizzazione di queste immagini e, conseguentemente, quella del modo di dire collegato.

Vicino al titolo della pagina può esserci un numeretto (come il rimando a una nota) che rimanda all'appendice 1 in cui viene spiegata l'origine del modo di dire. Sotto l'immagine, a sinistra, c'è la traduzione letterale in più lingue dell'idiomatismo. A destra la spiegazione del senso figurato e uno o più esempi d'uso.

Infine, in basso, se esiste, abbiamo riportato un idiomatismo o una semplice espressione che può essere considerata "contrario" del modo di dire illustrato (salvare capra e cavoli - restare con un pugno di mosche). Naturalmente si tratta solo di un suggerimento che tuttavia può servire a allargare ancora di più la competenza lessicale e fraseologica di chi studia italiano.

GLI ESERCIZI

Gli esercizi, sempre collegati a un'immagine, hanno lo scopo di favorire la memorizzazione di queste espressioni che nella conversazione, anche pilotata in classe, hanno poche occasioni di venir utilizzate.

L'esercizio 1 presenta 8 immagini mancanti di alcune parole chiave, fornite alla rinfusa in una lista a inizio attività.

Le immagini di 8 dei 54 modi di dire sono riproposte con stili diversi e quindi per riconoscerle sarà necessario un piccolo sforzo di memoria. Per esempio, se fare l'Avvocato del diavolo nella prima parte è rappresentato con lo stile ispirato ai grafici americani che in tribunale illustrano scene dei processi quando non è possibile riprenderle con una telecamera, nell'esercizio 1 ha delle caratteristiche più da ritratto:

Fare l' ________ del ________.

L'esercizio 2 (si chiama "i falsi") propone invece delle immagini "truccate" dei modi di dire. Per esempio: l'immagine a destra rappresenta una donna che soffia su un cuoco. La domanda è: Quando diciamo parole che fanno aggravare un contrasto fra due parti opposte, fra due litiganti per esempio, non si dice che soffiamo sul cuoco. Si dice che soffiamo…

Ovviamente bisogna ricordarsi che l'espressione giusta è soffiare sul fuoco.

L'esercizio 3 presenta immagini a fumetti con situazioni che richiamano un modo di dire. A fianco dell'immagine una serie di proposte fra cui scegliere il modo di dire giusto. Per esempio il modo di dire giusto collegato all'immagine qui sotto è "volere la botte piena e la moglie ubriaca":

"COME FACCIO ANDARE IN VACANZA ALLE BAHAMAS SENZA TOCCARE IL MIO CONTO IN BANCA?"
a. Prendere un granchio
b. Fare una sviolinata
c. Volere la botte piena e la moglie ubriaca
d. Rompere il ghiaccio
e. Soffiare sul fuoco

L'esercizio 4 è uguale al precedente, ma senza proposte fra cui scegliere. Bisogna trovare il modo di dire giusto senza suggerimenti: per l'immagine a fianco bisogna ricordarsi il modo di dire "attaccare bottone".

L'esercizio 5 mostra il contrario di uno dei modi di dire proposti nella prima parte e, a fianco, immagini di due modi di dire tra cui scegliere quello giusto. Un altro modo per ricordare. Per esempio:

1.5/1 Avere il braccino corto
a. Avere le mani bucate
b. Rompere il ghiaccio
Soluzione: avere le mani bucate

L'esercizio 6 si concentra invece su alcuni dei "contrari" citati in fondo alle pagine con i 54 modi di dire. Si tratta di ricostruirli attraverso un'immagine a fumetti.

L'esercizio 7 chiede di abbinare le immagini di alcuni modi di dire ai loro contrari.

L'esercizio 8 è un semplice esercizio di vero/falso, supportato da un'illustrazione uguale a quella che accompagnava i modi di dire della prima parte del libro. Per esempio:

2.8/1 Cade dalle nuvole chi è sorpreso per una cosa che non sapeva.
☐ vero ☐ falso

L'esercizio di riepilogo generale, infine, mostra delle immagini che al loro interno contengono elementi che richiamano tre o quattro modi di dire contemporaneamente, come l'immagine a destra.

Sì, qui anche un po' di fantasia non guasta.

APPENDICI

1 L'ORIGINE DI ALCUNI MODI DI DIRE – In molti casi il senso figurato del modo di dire si spiega senza difficoltà: darsi la zappa sui piedi significa farsi male da solo e non richiede spiegazioni. Ma molti di loro hanno un'origine meno evidente: a tutta birra, salvare capra e cavoli, dare un colpo al cerchio e uno alla botte, avere grilli per la testa, non si spiegano facilmente e gli stessi italiani per lo più non ne sanno l'origine. Elenchiamo qui quelli che sembrano più complessi collegandoli alla pagina relativa come in una nota. Per i più curiosi, diamo qualche spiegazione sulla nascita di questi idiomatismi.

2 RIFERIMENTI STILISTICI – Abbiamo detto che le illustrazioni dei nostri modi di dire non sono casuali ma si rifanno allo stile di artisti famosi o anche a immagini di film piuttosto noti. Sempre per i più curiosi elenchiamo qui i riferimenti delle immagini, così che si possa scoprire che mettere i bastoni fra le ruote si richiama al film di Vittorio de Sica Ladri di biciclette, che vittoria di Pirro è illustrata nello stile di Tiziano e che cadere dalle nuvole è un vero falso Magritte.


Note a piè di pagina

  1. Vedi per esempio Roberto Tartaglione, Le prime 1000 parole italiane, Alma Edizioni, Firenze 2017, e dello stesso autore Le prime 3000 parole italiane, Alma Edizioni, Firenze 2017.
  2. Per un'analisi approfondita vedi Luca Serianni, Sulla componente idiomatica e proverbiale nell'italiano di oggi, in Lingua storia cultura: una lunga fedeltà. Per Gian Luigi Beccaria, a cura di Pier Marco Bertinetto, Claudio Marazzini, Elisabetta Soletti, Alessandria, Edizioni dell'Orso, 2014, pp. 69-88.
  3. Per l'origine dei modi di dire elencati in questo testo vedi appendice 1 "Origine di alcuni modi di dire", pagine 112-115.
  4. Lucilla Pizzoli, Modi di dire, vol. 16 della collana "Le parole dell'italiano", a cura di Giuseppe Antonelli, Milano, CdS, 2020.
  5. Lucilla Pizzoli, Colorare i discorsi… per modo di dire, nella rubrica "Parole", Treccani online, 8 marzo 2021.
  6. Federico Faloppa, Modi di dire, in "Enciclopedia dell'italiano", diretta da Raffaele Simone, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 2011.

 

Compilatore: Dalila Bachis

Promotori del progetto

Unistrasi Unimi Unipi Unitus

Partner

Unistrasi Unimi