p[er] imparare, legere, scriuere, parlare, & intendere la lingua greca uolgare & literale, et la lingua latina, & il volgare italico co[n] molta facilita e prestezza sanza precettore (cosa molto vtile ad ogni co[n]ditione di persone o literate, o non literate) compilato per lo ingenioso huomo Stephano da Sabio stampatore da libri greci & latini nella inclita citta di Vineggia.
Autore:
Stephano da Sabio | da Sabbio Stefano
Luogo:
Venetiis | Venezia
Editore:
Impressum est hoc opusculum per Ioan. Antonium & fratres de Sabio | Giovanni Antonio da Sabbio
Anno: 1527
Tipo: Altro
Scheda Prima Edizione:
Il frontespizio è trilingue: italiano, greco, latino. Dopo il titolo e sottotitolo in volgare italiano, seguono le versioni in greco e in latino.
Metalingue:
Greco
Italiano
Latino
Lingue oggetto:
Greco
Italiano
Latino
Sistema di scrittura:
Greco
Latino
Consistenza: 64 cc.
Autore
Stefano da Sabbio, attivo a Venezia nella prima metà del Cinquecento, appartiene alla famiglia di tipografi Nicolini da Sabbio, specializzata nella stampa di libri greci e latini. La Corona Preciosa si presenta esplicitamente come opera compilata «per lo ingenioso huomo Stephano da Sabio», segnalando così una figura di editore-compilatore più che di autore in senso tradizionale. Il progetto editoriale si inserisce nella vivace industria tipografica veneziana legata alla diffusione della cultura greca e ai contatti con il Levante.
Data e trasmissione del testo
L’opera contiene due date precise: il «mese di Maggio, MDXXVII», subito dopo la dedica iniziale, e «M.D. XXVII. mense Augusto», attestato nel colophon. È pertanto ipotizzabile che il processo di messa in stampa si sia esteso almeno tra maggio e agosto 1527. Il colophon fornisce informazioni sulla stampa per «Ioan. Antonium & fratres de Sabio» e sul sostegno economico di Andrea Torresani, figura di primo piano dell’editoria veneziana, legata ad Aldo Manuzio. L’ultima pagina della stampa chiarisce, inoltre, la tutela giuridico-religiosa dell’opera: vi sono infatti esplicitati l’autorizzazione dell’ordinario con delega apostolica, il divieto di ristampa e la protezione per dieci anni senza licenza, nonché la sanzione prevista di scomunica e pena pecuniaria.
Quanto alla fortuna editoriale, le fonti segnalano ristampe cinquecentesche (1543, 1546, 1548, 1549, 1567) e nuove edizioni nel 1640 e nel 1645, a testimonianza del successo commerciale del volume. La circolazione europea è documentata anche dalla presenza di esemplari in numerose biblioteche. La durata della sua fortuna è coerente con la funzione pratica del testo, rimasto a lungo strumento di comunicazione e consultazione linguistica.
Titolo e natura dell’opera
Il frontespizio trilingue (italiano, greco, latino) e il titolo completo definiscono con notevole chiarezza la natura e l’ambizione del testo: «Introduttorio nuovo intitolato Corona Preciosa, per imparare, legere, scrivere, parlare, & intendere la Lingua greca volgare & literale, e la lingua latina, & il volgare italico», con promessa di rapidità e autonomia («sanza precettore») e dichiarazione di utilità per «ogni conditione di persone o literate, o non literate». La formula concentra in poche righe la pluralità dei codici (lingue e scritture) presenti nel volume e la destinazione dell’opera, comunemente nota agli studiosi come Corona Preciosa, a lettori non specialisti.
L’opera si presenta dunque come manuale di autoapprendimento linguistico e vocabolario quadrilingue (italiano, latino, greco volgare, greco letterale): non una grammatica normativa né un testo puramente erudito, ma un dispositivo didattico-lessicografico tascabile (155×105 mm, 64 carte), pensato per rendere accessibili in modo guidato sia l’ortografia (latina e greca) sia l’impiego concreto delle lingue come confermano le sezioni preliminari (alfabeto, osservazioni fonetiche, abbreviazioni, orazioni) che precedono il lessico. In questo senso il libro rappresenta uno dei primi testi a stampa concepiti esplicitamente per favorire la comprensione linguistica tra parlanti greci e italiani.
Contesto culturale e linguistico
La Corona Preciosa nasce nella Venezia del primo Cinquecento, crocevia di contatti tra mondo latino e mondo greco. Dopo la caduta di Costantinopoli, la città ospitava una vasta comunità grecofona e svolgeva un ruolo centrale nei traffici con il Levante. Nei mercati, nei porti e nelle botteghe circolava il greco parlato, indispensabile alla comunicazione quotidiana con mercanti, marinai, pellegrini e viaggiatori provenienti dall’area greca e ottomana. La storiografia ricostruisce, a partire dall’età umanistica e soprattutto nel secondo Quattrocento e nel primo Cinquecento, un incremento della presenza di dotti e comunità grecofone in Italia, che contribuì a intensificare bisogni di mediazione tra Occidente e Oriente.
In questo ambiente plurilingue e dinamico, la crescita del prestigio dei volgari e l’espansione delle relazioni commerciali e culturali crearono una domanda concreta di strumenti pratici. La Corona Preciosa si inserisce nel contesto della stampa greca veneziana e nella progressiva valorizzazione delle lingue parlate nelle relazioni politiche, religiose e commerciali del Rinascimento. Ciò emerge anche dalla dedica, nella quale l’autore individua tra i principali destinatari dell’opera coloro che sono impegnati nell’esercizio delle armi, nell’industria mercantile o in pellegrinaggi.
Contenuto e apporto generale dell’opera
Il volume si apre con la dedica al doge Andrea Gritti, seguita da un’introduzione rivolta a un pubblico ampio e non specialistico, interessato all’apprendimento pratico delle lingue per esigenze comunicative. La scelta del dedicatario riflette i rapporti veneziani con il Levante nel primo Cinquecento: il governo di Gritti coincide con una fase di intensa presenza veneziana nell’area ottomana, ben rappresentata anche dalla figura del figlio naturale Alvise Gritti, nato da madre greca e attivo a Costantinopoli, il cui soprannome turco Beyoğlu – da bey ‘signore’ e oğlu ‘figlio di’ – è all’origine dell’attuale nome del quartiere di Beyoğlu (anticamente Pera), ancora oggi ufficiale nella toponomastica di Istanbul.
Dopo la dedica e l’introduzione compare un sonetto firmato da Iacomo eterno Senese (di cui non possediamo informazioni bio-bibliografiche), indirizzato allo «studioso lettore». Il testo funziona come una sorta di manifesto dell’opera: promette l’acquisizione rapida di più lingue («in brevi giorni anzi in poche hore») e costruisce l’immagine di un lettore che, grazie alla sua competenza plurilingue, può «farsi honore in più parti del mondo».
Segue la presentazione degli alfabeti greco e latino, con osservazioni sulla pronuncia e note pratiche, oltre a un elenco di abbreviazioni. Una prima sezione didattica propone orazioni e testi religiosi con traslitterazione reciproca: la competenza alfabetica e fonetica introdotta nelle pagine precedenti viene così applicata immediatamente a testi di ampia circolazione nel Mediterraneo rinascimentale.
La sezione più ampia del volume è costituita dal vocabolario, che occupa la parte centrale dell’opera e rappresenta il nucleo funzionale del manuale. Il repertorio è organizzato su due righe parallele – una in caratteri latini e una in caratteri greci – e articolato in quattro colonne corrispondenti alle lingue coinvolte. A titolo esemplificativo si riportano i primi tre lemmi:
|
Italico volgare |
Greco volgare |
Latino |
Greco literale |
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Argento |
Asimi |
Argentum |
Argyros |
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Ἀργόντο |
ἀσήμι |
Ἀργέντουμ |
ἄργυρος |
|
argentario |
asimico |
argentarium |
argyrion |
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ἀργεντάριο |
ἀσημικὸ |
ἀργεντούριουμ |
ἀργυρεῖον |
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aghi |
velogni |
acus |
rhafis |
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ἄγι |
βελόνη |
ἄκους |
ῥαφίς |
Il repertorio, composto da oltre millecinquecento voci, mette in relazione lingua dell’uso e lingua colta, offrendo uno strumento per la comunicazione immediata ma anche per l’accesso alle lingue antiche. La bibliografia critica evidenzia che la selezione dei lemmi riguarda specificamente bisogni connessi alla vita pratica: commercio, vita marinaresca, esperienza militare, religione, famiglia, salute. Vengono inoltre segnalate aree meno ovvie (per esempio la sfera sessuale) che costituiscono peraltro indicatori della concretezza comunicativa del lessico. Questa selezione tematica conferma la destinazione del vocabolario a utenti coinvolti in contesti di mobilità e di contatto interculturale e mostra come il lessico sia organizzato in funzione della comunicazione quotidiana più che della sistematicità erudita.
Nel suo insieme, la Corona Preciosa si configura come uno dei primi strumenti a stampa progettati per la comprensione linguistica tra greci e italiani e come una testimonianza precoce della didattica linguistica legata alla mobilità e alla mediazione interculturale nel Mediterraneo del primo Cinquecento.
a cura di Bora Avşar
Il vocabolario quadrilingue (italiano, latino, greco antico, greco volgare) di Stefano da Sabbio, noto come Corona Preciosa, rappresenta il primo testo a stampa dedicato alla comprensione linguistica tra greci e italiani (cfr. Carpinato 2001: 135).
L’opera è dedicata ad Andrea Gritti, doge della Repubblica di Venezia dal 1523 al 1538. Alla dedica seguono un’introduzione con indicazioni sui destinatari e sugli scopi del volume e un sonetto di «Iacomo eterno Senese», rivolto allo studioso lettore.
Dall’introduzione, dalla selezione dei lemmi e dalla presenza dei volgari italiano e greco emerge la destinazione pratica del testo, rivolto a commercianti, marinai, militari e viaggiatori.
Per un approfondimento si rimanda alla scheda di sintesi, elaborata sulla base del volume (consultabile su Google Books) e degli studi di Carpinato (2011, 2014) e Lauxtermann (2011).
L'edizione è priva di indice. Questa la partizione dei contenuti:
Dedica al doge Andrea Gritti
Introduzione
Sonetto di Iacomo eterno senese
Alfabeto greco-latino
Orazioni
Vocabolario quadrilingue